Intendo raccogliere in questo unico blog – il prodotto delle mie riflessioni sulla funzione della parola nella sfera paracomunicativa – e il prodotto del miei esercizi, alquanto oziosi e senza la minima pretesa artistica, sul valore del segno. Immagini soprattutto, e parole, poche. Integrerò le mie proposte con video e brani musicali attinenti al tema in oggetto
to a nightingaleho immaginatocome sarebbetornare indietro di qualche annoepidermica ecoscivolata dalle pieghedi un lenzuolo freddocon le bocche dietro le quinte spalancatetra cuscini di orologi preraffaellitisfilano i profilinightingale di troppi poeticiascuno lo fa per séquesto ritratto del nulla
a me viandante degli spazi bianchi pregasi non lasciare impronte con tutte quelle affondate sotto la schiuma di parole venute a galla aprimmo la fabbrica del riciclo
rotolano quando tossisce il giorno breccioline di rumore
erano orfismi le parole mie sospesi teli di ragno tra le sponde dell’anima chi fu a inventare il suono rovesciato su cinque corde di notte? La stanza dove non si riusciva a buttar fuori la luna a motore.. gli scuri tornavano indietro - ch(e) lu passant(e) - diceva mamma - se lu so’ magnat(e) li tarl(e) - e a me disegnava occhiaie l’insonnia Quel tarlo un giorno mi si presentò e mi disse - sono la tua parola -
come tenermi lontana
dal corpo di parole
appoggiate
a un recinto di cielo
la pervicacia
di non farsi toccare
quel rigore cattivo
come dell’orso sopraggiunto
di macchia nera intermittente
tra il piano e le forre
nella rete
entrambi
a dirci
di come si diventa brutti
di come ci si gira male
su questo percorso non